Se torna il Signore che ne sarà di me?

Sono nato in una famiglia numerosa, di fede evangelica e, ringrazio il Signore per come fin da bambino ho avuto familiarità con il Vangelo. I miei genitori si impegnarono molto per educarmi, nella vita, e nella fede.

Posso sostenere che non mancavo mai alle lezioni della Scuola Domenicale e alle riunioni di culto, ma ciò non è bastato a preservarmi dall’abbandonare il Signore.

Mi sono allontanato dal Signore

Verso i sedici anni, lentamente ma inesorabilmente, invece di prendere una posizione a favore del Signore, per motivi futili, mi sono allontanato da Lui e dalla Sua chiesa.

Posso affermare, in tutta onestà, che all’inizio sembrava bello, mi sembrava di essere felice, potevo divertirmi e fare quello che volevo, senza impegni e divieti. Poi proprio in quegli anni ho conosciuto una ragazza, che è diventata mia moglie.

Lentamente, quella felicità che sembrava ormai acquisita, andava sempre più scemando e sentivo dentro di me un gran vuoto (del quale non ho mai parlato con nessuno).

Alcuni insegnamenti si sono rivelati ben radicati dentro me, senza che ne avessi consapevolezza:

  • non ho mai preso parte a sacramenti di altre religioni,
  • quando mi sono sposato, in pieno accordo con mia moglie, abbiamo scelto di sposarci con il solo rito civile, perché non volevo fare i sacramenti che si usano nel cattolicesimo.

Ma tutto questo non bastava, la Parola di Dio mi ritornava spesso alla mente, soprattutto quando ero solo, e pensavo: «se in questo momento torna il Signore cosa ne sarà di me»? Un verso della Bibbia, scritto nella lettera di Paolo ai Romani al capitolo 6:23, afferma: «perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di DIO è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore ».

Conoscevo bene la mia condizione e la mia posizione, ma non avevo la forza per andare a Cristo Gesù. …e allora pensavo continuamente: «…se torna il Signore cosa ne sarà di me»?

In svariate situazioni mi rivolgevo a Lui dicevo: «Signore se fai quella tal cosa, vengo a Te». Il Signore è fedele e rispondeva sempre. Ma poi, non trovavo la forza per andare a Lui. Posso affermare che il Signore mi ama e mi rendevo conto di questo, vedendo quante volte mi faceva scampare da gravi pericoli, e questo era dovuto solo ed unicamente al Suo Amore che mi proteggeva e mi guardava, ma nonostante ciò, non riuscivo ad andare a Lui.

Negli ultimi anni, prima che mi convertissi, ero molto stressato e, a causa del lavoro e a volte mi svegliavo la notte senza riuscire più a dormire. Al mattino, di solito ero allegro e sereno, ma arrivavo a sera non ne potevo più, mi accadeva di tutto, così a sera, prima di andare a letto, dentro di me dicevo: «che brutta giornata ho passato».

Una telefonata provvidenziale

Lodato sia il Nome di Gesù Cristo, il Signore, per come Lui ha appianato ogni cosa. In marzo del 2006 mi trovavo in una situazione particolare: nella mia famiglia c’erano le mie sorelle e miei fratelli che con le loro famiglie si riunivano una o due volte a settimana per pregare. A casa dei miei genitori o casa di qualche mia sorella.

Ricordo che un giorno mi telefonò una delle mie sorelle e mi invitò a pregare per queste necessità familiari. Accettai. Dopo qualche giorno mia sorella mi chiamò di nuovo ed io accettai ancora. Quella volta il Signore mi benedisse e parlò al mio cuore, dandomi la forza di accostarmi a Lui.

Ricordo bene che dopo aver pregato andai da mia sorella e gli dissi che il Signore aveva operato nella mia vita e volevo vivere la mia vita assieme al Signore. Fu una gioia enorme per tutta la famiglia, compresi i miei genitori e la comunità (dalla quale ero stato lontano per ben 22 anni).

Appena convertito

Ringrazio il Signore per come ha appianato ogni cosa anche con mia moglie, che mi ha lasciato la libertà di frequentare la chiesa, senza ostacolarmi. Gloria a Dio anche per questo.

Appena convertito sentivo una gioia nel cuore, come non l’avevo mai sentita prima.

Ricordo che una domenica mattina, prima di recarmi al culto evangelico, feci il caffè, e lo portai a mia moglie che era ancora a letto; fino a quel momento non era mai accaduto.

Lei si svegliò e dopo aver concretizzato il mio gesto mi disse: «hai un’altra donna?»

(Mi fece questa domanda perché si dice che chi tradisce si sente in colpa e cerca di essere carino con la propria moglie).

Non era cosi, era la grandezza della gioia che Cristo Gesù aveva messo nel mio cuore che stava trasformando la mia vita.

Giorno dopo giorno il Signore ha cambiato la mia vita donandomi pace e serenità; ha messo la gioia della Sua salvezza nel mio cuore, liberandomi dalla schiavitù del peccato, e da tutte quelle ansie, quei pesi che c’erano nel mio cuore.

Per me si è realizzato quanto è scritto in Matteo 11:28-30:

«Venite a Me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e Io vi darò riposo. Prendete su di voi il Mio giogo e imparate da Me, perché Io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il Mio giogo è dolce e il Mio carico è leggero».

Ringrazio Dio che per mezzo di Gesù Cristo ha trasformato la mia vita. Lui è l’unico che ha dato riposo alla mia anima.

Quello con Gesù, per me, è stato l’incontro più bello che un essere umano possa fare nella sua vita. Gesù si prende cura di ogni persona che va a Lui e gli apre il suo cuore; è Colui che libera da ogni peso, oppressione, dal peccato e ristabilisce la comunione con DIO che si era interrotta a causa del peccato.

Nelle acque battesimali

Sei mesi dopo dalla mia conversione, il 24 settembre del 2006 sono sceso nelle acque battesimali, testimoniando così, pubblicamente la mia fede nel Signore Gesù e la mia volontà di servirLo e ubbidirgli, per sempre.

Come ho accennato all’inizio, mentre ero lontano dal Signore, mi sono sposato, e abbiamo avuto due figlie. La cosa che mi rattrista è che mia moglie e le mie figlie non hanno ancora posto la loro fede in Gesù, ma non voglio mai stancarmi di pregare per loro e credere alla promessa del mio Signore:

«ho questa fiducia: che Colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù» (Filippesi 1:6).

…affinché anche loro possono arrivare a conoscere l’Amato, Grandioso, Glorioso, il Salvatore Cristo Gesù, e sperimentare la nuova nascita con la gioia della salvezza, quel meraviglioso dono di Dio, per poter condividere l’opera e le benedizioni di DIO con la mia famiglia.

«Cercate il Signore mentre lo si può trovare» (Isaia 55:6).

A Dio la gloria!

Cristofaro Di Bona