Dovevo provare tutto, ma Dio mi ha liberato

Mi chiamo Alessio e proverò in breve a raccontare come l’incontro personale con Dio ha prodotto in me un cambiamento radicale, facendomi realizzare lo scopo del Vangelo: affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome (Giovanni 20:31).

Prima di incontrare Gesù ero un ragazzo al quale apparentemente non mancava nulla, ma in realtà mi mancava tutto. Dal punto di vista materiale avevo tanti beni a disposizione, una casa grande e bella, una grossa macchina e del denaro tutte le volte che mi occorreva. Dal punto di vista affettivo avevo una famiglia, animali domestici e tanti amici. È vero, avevo tutte queste cose, ma io non mi sentivo sufficientemente appagato. Così, al tempo del liceo, avendo il bisogno di provare piaceri ed emozioni più forti, iniziai, insieme ai miei amici più stretti, a fare uso di droghe. Cominciai forse per gioco con le droghe cosiddette “leggere”, come lo spinello, ma mi ritrovai di lì a poco a usare le droghe più pesanti, come cocaina ed extasy.

“…devo provare tutto!”

Mi dicevo: ”Che c’è di male, finché ne ho la possibilità devo provare tutto!” Si è vero, in quei momenti avvertivo un certo sollievo, ma col tempo mi resi conto che era solo momentaneo e illusorio, in quanto una volta finito l’effetto della droga, tornava in me un senso di vuoto e di tristezza. Nel contempo, cercai rifugio anche negli ideali politici e nella musica, ma senza trovare vero riposo. La delusione era sempre dietro l’angolo. I miei genitori mi avevano deluso, i professori e i compagni di scuola mi avevano deluso, alcuni amici e alcune relazioni sentimentali mi avevano deluso, la società e il sistema politico mi avevano profondamente deluso.

Ribellione

Nacque così in me un sentimento di orgoglio che mi ha portato a odiare e a ribellarmi a tutto ciò che mi circondava, davo la colpa a tutto e a tutti, cominciando proprio dai miei genitori e in particolare da mia madre. Iniziai a farmi anche delle domande, del tipo: “chi sono e perché mi trovo su questa terra”. A volte, ritrovandomi a condividere con i miei amici tali interrogativi riguardo all’esistenza dell’uomo, era inevitabile chiedersi anche sull’esistenza di Dio. Nascevano a volte dei dibattiti, nei quali provavamo a darci delle risposte attraverso la religione o la filosofia, ma alla fine, ogni nostro sforzo di conoscere la verità era vano e inutile, e ci rassegnavamo di dover rimanere nel laccio del dubbio e dell’incertezza.

Ricerca spirituale

Personalmente, soprattutto negli ultimi anni prima della mia conversione, perché le cose materiali e visibili non davano soddisfazione all’anima mia, ho cercato nella spiritualità, di cui, pensavo, la religione si occupa. Ma quando consideravo che esistevano tante religioni ma una sola verità da conoscere, mi dicevo: “Qual è la religione giusta? Se Dio esiste, può approvare l’operato e la condotta incoerente e scellerata di certe religioni?”. Tutti questi interrogativi, non solo non trovavano risposta, ma aumentavano giorno dopo giorno nella mia mente e soffocavano la speranza di trovare una via per uscire fuori dalla condizione in cui mi trovavo.

A Modena

Intanto, all’età di 22 anni, lasciai il mio paese dove vivevo con la mia famiglia e mi trasferii a Modena, per frequentare l’università. E proprio in un’aula dell’università, al termine di una lezione di chimica, mi ritrovai a parlare con un ragazzo che era seduto accanto a me su svariati argomenti, tra cui il problema della povertà e dello sfruttamento da parte dei paesi più ricchi nei confronti delle nazioni più povere. Non a caso questo ragazzo proveniva dall’Africa ed era venuto in Italia per studiare medicina. Intanto, l’aula in cui ci trovavamo, senza che ce ne accorgessimo, si andava pian piano svuotando, e alla fine ci ritrovammo da soli a parlare.

Un confronto importante

In realtà ciò che era interessante, non era tanto l’oggetto del nostro dialogo, ma piuttosto la differenza di atteggiamento con cui ci confrontavamo. Io ero alla ricerca della giustizia in questo mondo, lui sembrava l’avesse già trovata! Io ero deluso e arrabbiato, lui sembrava soddisfatto e appagato! Io non avevo la pace e la speranza di un futuro migliore, lui sembrava di si! Ricordo che più questo confronto andava avanti, più io mi aprivo a lui, manifestandogli il mio malessere interiore. A un certo punto, egli mi fermò e mi disse: “Sai Alessio, una soluzione c’è!” Ed io: “Ho capito, tu mi vuoi proporre una religione! A quale religione appartieni?” Egli mi rispose: “No, Alessio, io non appartengo ad una religione ma a Cristo Gesù, il Signore. Non sono un cattolico, un protestante o un musulmano, ma sono un credente cristiano”. Questa risposta mi spiazzò a tal punto che volli sapere di più. Fu così che ascoltai per la prima volta il lieto messaggio dell’Evangelo, la buona notizia che “Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”(Giovanni 3:16). Iniziai a leggere la Bibbia, in particolare il Nuovo Testamento, cominciando proprio dal Vangelo di Giovanni. Ricordo che la Parola di Dio, da una parte produceva gioia in me perché stavo scoprendo una cosa nuova e meravigliosa che mi faceva sperare per il domani, dall’altra tristezza, poiché mi rivelava quale fosse la mia reale condizione davanti a Dio: un misero peccatore che aveva finora offeso la santità di Dio e che aveva bisogno di perdono e di salvezza. All’inizio, a causa dell’orgoglio, non fu facile per me accettare questa verità, ma quando realizzai che Cristo era morto proprio per me peccatore, al fine di liberarmi dalla condanna e dal giudizio che i miei peccati meritavano ed è risuscitato per la mia giustificazione, mi arresi e confessai al Signore le mie colpe. Nello stesso momento nacque anche in me il desiderio di abbandonare il peccato per avere una vita nuova che fosse gradita a Dio. Infatti, capii che questo era possibile perché Cristo era morto e risuscitato per liberarmi anche dalla potenza e dalla schiavitù del peccato.

Novità di vita

Così un giorno di fine ottobre del 2005, passai dalla morte alla vita: sperimentai il perdono dei peccati commessi in passato e la forza di abbandonare alcuni peccati che mi avevano tenuto schiavo fino a quel momento, primo fra tutti quello di drogarmi. Ottenni una liberazione completa soltanto per il fatto di aver creduto che Cristo è l’Agnello di Dio che è stato sacrificato dal Padre affinché io potessi ricevere non morte, ma vita e vita eterna. ”Infatti, è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio; perché’ il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” (Efesini 2:8; Romani 6:23). Ciò che era impossibile alla religione, alla filosofia, alla politica, alla musica e agli uomini, Dio l’ha fatto mandando il proprio Figlio, Gesù Cristo. Ora, se sei sorpreso e ti stai chiedendo: ”Chi dunque può essere salvato?”, Gesù stesso, fissando lo sguardo su di te con amore, ti dice: ”Agli uomini è impossibile, ma non a Dio; perché ogni cosa è possibile a Dio” (Marco 10:26-27).

Alessio Guidotti