Salvati dalla fornace del fuoco

Poi Nebucadnetsar s’avvicinò alla bocca della fornace del fuoco ardente, e prese a dire: “Shadrac, Meshac, Abed-nego, servi dell’Iddio altissimo, uscite, venite!” E Shadrac, Meshac e Abed-nego uscirono di mezzo al fuoco.
(Daniele 3:26)

In questo capitolo tre del profeta Daniele possiamo imparare che la vita del cristiano è tutta miracolosa dal momento in cui egli si converte a Cristo fino a quando sarà con Cristo, fuori della “fornace del mondo”.

Paragoniamo il mondo a una fornace a causa del fuoco del peccato, delle cattiverie, della malvagità e della crudeltà, dell’odio, delle guerre che vediamo intorno a noi.

Anche se rimaniamo in questa fornace, noi camminiamo per fede con Gesù, e gustiamo tante benedizioni e alla fine Gesù ritornerà e che abbiamo scelto di credere in Lui e nel suo sacrificio saremo per sempre con Lui, insieme con tutti i veri credenti nati di nuovo, fuori dalla fornace.

Il mio Re mi chiamerà fuori della fornace.

Il re di cui si parla nel nostro testo era Nebucadnetsar (Nabucodonosor) figlio di Nebopolassar. I loro nomi onoravano il loro idolo Nebo. Il nostro re, invece, è Gesù, il suo nome significa salvezza, Dio salva. Egli ci chiamerà per andare con lui, davanti al Padre suo e Padre nostro.

  • Il padre di Nebucadnetsar aveva guidato una rivolta dei Caldei contro l’Assiria e fondato il Nuovo Impero Babilonese, ma il Padre celeste, il Signore degli eserciti, regna per l’eternità, su un regno che non avrà mai fine.
  • Mentre Nebucadnetsar era ancora principe, combatté con le sue armate e vinse contro gli egiziani nella battaglia di Carchemish, e tornò in Babilonia per essere incoronato re. Gesù invece vinse sulla croce con le armi dell’amore e della grazia, combatté fino a sacrificare la sua vita per me e per te! Egli ha conquistato anche i nostri cuori, un tempo ribelli e induriti. Gesù tornò al Padre vittorioso e trionfante e fu coronato di gloria e d’onore a motivo della morte che aveva patito.
  • Quando la Giudea si ribellò, Nebucadnetsar soffocò la rivolta, fece incatenare il re e in seguito conquistò la Città di Gerusalemme, deportò i massimi esponenti del popolo, infine dopo altro tempo, portò in esilio la maggioranza del popolo per assoggettarli come schiavi.
    Il mio Gesù, Re dei re e Signore dei signori, venne per liberarci dalla schiavitù del peccato, della morte, di Satana e renderci diletti figli dell’amabile Padre celeste. Gesù ha pagato il prezzo del nostro riscatto morendo sulla croce per me e per te. Per amore! Eppure noi eravamo nemici, ribelli, contrari … ma Iddio mostra la grandezza del proprio amore per noi, in quanto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi (Romani 5:8).
  • Nebucadnetsar costruì molti templi, il palazzo reale, la grande muraglia babilonese, i giardini pensili, un immenso lago artificiale per l’irrigazione del suolo.
    Tempio.
    Gesù invece costruisce la sua Chiesa, il Tempio più bello che la storia non abbia mai visto, con pietre vive, vale a dire redenti uniti a Cristo, Pietra angolare eletta e preziosa. Gesù prepara anche un palazzo nel cielo, e quando sarà pronto tornerà e ci accoglierà presso di sé.Mura.
    Gesù inoltre, non ha bisogno di porre delle mura attorno a noi, perché è lui stesso la nostra avanguardia e retroguardia.

    Giardini.
    Noi abbiamo perso quello dell’Eden a causa del nostro peccato, Gesù ci accoglierà nel paradiso (che significa giardino) incomparabile, infinitamente più bello di quelli di Nebucadnetsar. Gesù l’ha acquistato con il suo sangue. Ora egli irrora il giardino del nostro cuore con la sua acqua viva, e lo rende un giardino ben annaffiato, ma il giorno viene in cui noi saremo con lui; lo vedranno gli occhi miei non quelli di un altro.

    Costruzioni.
    Forse Nebucadnetsar costruì vicino o addirittura sopra, le rovine della collina della vecchia torre di Babele, dov’era un luogo chiamato “casa del fondamento del cielo e della terra”, che ora tuttavia non si trova più. Ma Gesù è il fondamento dei fedeli di tutti i tempi, sempre solido, stabile, vivente e permanente in eterno.

  • Nebucadnetsar fu abbassato a causa del suo orgoglio tremendo, gli venne una grave forma di follia la quale gli fece credere di essere un bue, e cercava di mangiare l’erba come un animale.
    Il mio Gesù è stato innalzato per la sua umiltà: abbassò se stesso fino alla morte… ed è perciò che Dio lo ha sovranamente innalzato
    (Filippesi 2).
    Gesù è il re che quando ritornerà mi chiamerà fuori della fornace del mondo.

Il mio Re mi chiamerà per nome.

Nebucadnetsar chiamò i tre amici di Daniele con nomi brutti, con i quali intendeva onorare i suoi dei di Babilonia, ma questi tre fedeli ebrei non servivano altri che il loro Dio, l’unico vivente e vero. I loro veri nomi erano Anania, Misael e Azaria, bellissimi, in onore dell’iddio d’Israele. Gesù sa il mio nome, quando verrà, mi chiamerà per nome e mi porterà fuori della fornace.

Il mio Re sa chi sto servendo.

Nebucadnetsar non conosceva quel “quarto” essere che vedeva nella fornace camminare insieme ai tre fedeli ebrei, ma Gesù ci conosce, sa che noi lo stiamo servendo, sa che noi desideriamo la sua santa presenza. Il re Nebucadnetsar riconobbe che quest’opera doveva essere fatta dall’Iddio Altissimo che i tre giovani servivano, perché nessuno degli dei che egli invocava poteva far tanto. Quando serviamo il Signore con fedeltà, Egli ci promette: quando camminerai nel fuoco, non ne sarai arso e la fiamma non ti consumerà (Isaia 42:2).

Il mio Re ci chiama per uscire.

Nebucadnetsar doveva controllare i tre che uscivano dalla fornace, ma non c’era alcuna lesione, nessuna bruciatura, neanche l’odore del fuoco. Quando Gesù ci chiamerà fuori dal mondo egli sarà pronto ad asciugare le nostre lacrime, ma ormai saremo fuori dalla fornace e il fuoco del mondo e del peccato non ci avranno potuto vincere e potremo festeggiare nella cena delle nozze dell’Agnello, il nostro Sposo celeste che è Gesù.

Uscite, figliuole di Sion, mirate il re Salomone con la corona … il giorno de’ suoi sponsali, il giorno dell’allegrezza del suo cuore (Cantico dei Cantici 3:11).

Il mio Re mi chiama per accogliermi accanto a sé.

Nebucadnetsar chiamò vicino a sé i tre fedeli servitori di Dio perché era pieno di meraviglia, ma il mio Signore Gesù mi chiamerà vicino a sé perché me lo ha promesso: dove sono io sarete anche voi, Egli è andato a prepararci un luogo e poi tornerà e ci accoglierà presso di sé. Egli ci dirà: Ben fatto mio fedele servitore, entra; venite i benedetti del Padre mio eredate il regno.

Come Enoc camminò con Dio poi disparve, come Noè camminò con Dio superando le acque, così anche noi se fedelmente camminiamo nella fornace di questo mondo insieme con Gesù, un giorno saremo con Lui, il nostro Re, quando egli ci chiamerà.

Simone Caporaletti