Non puoi fare a meno di Gesù

COLOSSESI 1:13-23

La Lettera ai Colossesi presenta delle particolarità:

  1. Ricchezze, si vedono in molti versetti che sono in parallelo con Efesini; molti temi comuni.
  2. Profondità, Paolo vuole che vi sia una completezza basilare mentre argomenta sul Figlio di Dio, nel quale abita tutta la pienezza del Padre. Lo stile è vigoroso, spesso sembra si tratti di una vera e propria emergenza, che costringe l’apostolo ad affermare la giusta dottrina per risanare l’inquinamento prodotto da tante idee false. Paolo desidera fare una bonifica nel campo spirituale della Chiesa di Colosse, per la quale non si dovrà essere tentati di considerare Gesù come uno tra tanti mediatori, ma l’unico! Non si parla di temi cari all’apostolo, come la giustificazione per fede, a causa di questa emergenza dottrinale.
  3. Originalità, qui l’apostolo si serve di un vocabolario nuovo, ricco e variegato (28 parole nuove rispetto alle altre sue lettere) per ostacolare l’avanzata di eresie che sminuivano la Persona e l’opera di Cristo.

Mentre leggi la lettera ai Colossesi è come se ad ogni versetto sentissi la voce all’orecchio di qualcuno che ti dicesse: ‘non puoi fare a meno di Gesù, non hai bisogno d’altro. Gesù soddisfa pienamente il tuo cuore, la tua mente e la tua anima’.

I. Gesù ci fa evitare pensieri dannosi

1. Paolo si presenta come apostolo di Cristo Gesù

Uno mandato a parlare di Gesù, fondare e costruire le chiese. Ma anche a difendere la dottrina da attacchi che possono minare le basi della fede e dell’insegnamento cristiano. Un suo apostolo sa che alla base di tutto vi è la fede in Gesù, il Figlio amato dal Padre (1:3,13).

2. Paolo si preoccupa che i credenti crescano nelle vie del Signore

Il cuore del pastore cerca la crescita spirituale di tutti (dall’inizio alla fine lella Lettera, 1:10; 4:12), e spiega che senza Cristo non c’è crescita e non c’è vita, perché Cristo è la vita nostra (3:4).

3. Paolo indica che occorre dare a Gesù il giusto posto per evitare pensieri e idee che ci portano lontano dal Signore

  • il vecchio legalismo. Gesù con la sua opera consente a Dio di perdonarci i peccati e toglierci il legalismo giudaico (2:13,14,16,20-22).
  • il modernismo gnostico. Grande attenzione è data agli angeli (2:18, oggi come allora, tramite collegamenti con i movimenti new age), ma, Paolo si affretta a spiegare che Gesù non puo’ essere paragonato a nessuno di loro, perché è il Creatore e Capo degli eserciti angelici (1:16; 2:10).
  • le filosofie umane da evitare se sviano dalla fede (2:8). Non significa che non dobbiamo studiare, ma che non ci dobbiamo lasciar portare via dalla genuinità della fede.
  • L’incertezza della salvezza. Gesù ci dona certezza ora, adesso, mediante la fede, non mediante il battesimo in acqua, che è simbolo dell’avvenuta opera interiore. Siete stati risuscitati con lui mediante la fede nella potenza di Dio (2:12).

II. Gesù ha il primo posto

1. Immagine di Dio (1:15).

La rappresentazione esatta di Dio Padre (Ebrei 1:3); eikon è da intendere in questo senso nel contesto. Gesù è Dio manifestato in carne, la Parola diventata uomo.

2. Primogenito. (1:15,18)

  • di ogni creatura, nei vv. 16,17 si spiega chiaramente che Egli è il Creatore, perché Egli è la causa della creazione (in lui), lo ‘strumento’ della creazione (per mezzo di lui), lo scopo della creazione (in vista di lui). Supremazia.
  • dai morti, altri traducono: ‘primogenito dei risorti dai morti’. Il primo a essere risorto dai morti. Gesù è origine della salvezza e della speranza per tutti coloro che credono in Lui.

3. Principio.

Greco: Archè. Egli vive in eterno, è il principio e la fine, possiede una vita eterna, indissolubile, indistruttibile (Ebrei 7:16).

4. Capo del corpo. (1:18).

Ha il primato, colui che è primo, colui che ha il primo posto. Apoc. 1:17 il primo.

Forse siamo più abituati a considerare Gesù come amico, un uomo gentile che ti incoraggia, un agnellino pronto al sacrificio, ma dovremmo pensare a lui anche come glorioso Re, meraviglioso Signore, onnipotente Capo, potente Leone della tribù di Giuda. Egli riempie l’universo, è il Creatore di tutte le cose e tutte le cose sussistono in lui.

5. La pienezza di Dio (1:19; 2:9).

Gesù non è un essere creato, ma è vero Dio, della stessa natura di Dio. In lui abbiamo tutto pienamente, in lui vi sono tutte le ricchezze e noi mediante lo Spirito Santo possiamo accedervi per l’immensa grazia di Dio. (2:2,3)

III. Gesù ci riconcilia al Padre

1. Riconciliazione mediante la parola della verità del Vangelo

Mediante la Parola del Vangelo, possiamo

  • Essere liberati dalla menzogna.
  • Conoscere Cristo (1:9-12; Giovanni 17:3), questa è la vita eterna, certezza e speranza per il futuro (1:27).
  • Camminare, avanzare con la Parola di Cristo dentro di noi (2:6-7; 3:16).
  • Crescere avendo un ordine spirituale e una costanza nel servizio (2:4,5; 3:23,24).

2. Riconciliazione mediante l’opera di Cristo

Gesù ha operato e compiuto un’opera tanto perfetta e sufficiente, che ci fa passare da uno stato all’altro, da nemici a amici, per mezzo del suo sacrificio (1:13,14, 21). Bisogna crederla e accettarla.

Infine, se vogliamo vivere degnamente il Vangelo nella nostra vita pratica quotidiana possiamo benissimo essere rinnovati ogni giorno a immagine di Cristo (3:10).

Dio sia ringraziato per la Lettera di Paolo apostolo ai Colossesi!