Il ruolo della donna nella Bibbia

“La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. Poiché non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sul marito, ma stia in silenzio.”

(1 Timoteo 2:11-12)

di Guerino Perugini

Paolo dà ordini che la donna riceva ammaestramento nella chiesa, non andava esclusa in nessuno modo a partecipare alle riunioni.

Nell’Antico Testamento

Nonostante la tradizione giudaica nei confronti della donna, l’Antico Testamento non ha mai insegnato che la donna fosse spiritualmente inferiore all’uomo, anche se occupa un ruolo diverso e particolare.

  1. L’uguaglianza spirituale

  1. Le donne avevano gli stessi doveri degli uomini

  • Ubbidire alla legge. Dio fin dal principio enfatizzò che sia gli uomini che le donne dovevano osservare i 10 comandamenti
  • Insegnare la legge. Deuteronomio 6:6-7 indica che la responsabilità di inculcare ai bambini, l’ubbidienza alla legge e di amare Dio con tutto il cuore era sia dell’uomo sia della donna (Proverbi 6:20). Se ambedue, i genitori dovevano insegnare la legge ai figli è implicito che ambedue venivano istruiti in essa.
  • Partecipare alle feste religiose. In Esodo 12 leggiamo che sia uomini che donne erano coinvolti nelle celebrazioni della Pasqua.
  1. Avevano la stessa protezione degli uomini.

    Le punizioni date per crimini commessi contro le donne erano uguali per quelle commesse contro uomini (Esodo 21:28-32), Dio dà lo stesso valore alla vita di una donna e di un uomo.

  1. Facevano gli stessi voti davanti a Dio.

    Il più importante voto che si poteva fare era quello del Nazireato, un voto di separazione dal mondo e di devozione a Dio. Sia uomini che donne potevano fare questo voto (Numeri 6:2). Il livello più alto di impegno e consacrazione spirituale non veniva negato alla donna.

  1. Avevano le stesse possibilità degli uomini di accedere a Dio.

    Dio si indirizzava direttamente a loro quando voleva; non si rivolgeva sempre a uomini ogni volta che voleva comunicare con una donna (Genesi 16:8-13; Giudici 13:2-5).

  1. Avevano gli stessi privilegi degli uomini.

    Donne e uomini servivano Dio in modo particolari. Neemia 7:67 ci dice che c’era un coro composto da 245 cantanti uomini e donne. Conducevano il popolo nella lode tramite la musica. Secondo Esodo 38:8 delle donne servivano alle porte del Tabernacolo, probabilmente per istruire altre donne che arrivavano per adorare o per tenere puliti gli ambienti del tabernacolo.

I seguenti passi ci dicono che le donne erano coinvolte nelle grandi celebrazioni d’Israele (Deut. 12:10-12, 1 Samuele 1; 2 Samuele 6).

  1. Il loro ruolo distinto

Pur condividendo ugualità spirituale, non significa che avevano lo stesso ruolo come quello degli uomini. Per nessun motivo c’è da pensare che questo volesse diminuire la loro spiritualità.

  1. Non servivano come capi o guide del popolo.

    Nella storia d’Israele e Giuda non ci sono state donne come regnati o guide. (Debora, di cui leggiamo in Giudici cap. 4-5, fu una giudice. Lei agì primariamente nel ruolo di giudice, ma questo ruolo non fu a lungo termine, lei non andava bene come guida assoluta, infatti, chiamò Barac per guidare il popolo in battaglia contro i cananei. La Regina Atalia di 2 Re 11, usurpò il trono e non è da considerare come una guida legittima).

    Non c’è menzione nell’Antico Testamento di donne sacerdoti.

  1. Non avevano un ufficio profetico continuo nello stesso senso di come lo aveva Elia o Eliseo.

    Vi sono cinque donne nell’Antico Testamento di cui si fa riferimento come profetesse.

    1. Miriam fu la sorella di Mosè ed è chiamata profetessa in Esodo 15:20. Fu chiamata in questo modo perché pronunciò un breve messaggio o una breve rivelazione nel verso 21. Oltre a questo episodio però non abbiamo nessun altro esempio che lei agì in un ufficio profetico.
    2. Debora. Lei è descritta come profetessa in Giudici 4:4 perché fu usata da Dio per parlare a Barac. Oltre a questo episodio non vediamo lei coinvolta in altro, quindi non agiva in un ufficio profetico continuo.
    3. Hulda diede una rivelazione da parte di Dio ad Hilkia il sacerdote e altri uomini intorno al giudizio che stava per colpire Gerusalemme e Giuda (2 Re 22:14-22; 2 Cronache 34:22-28). Non c’è altro episodio dove dà un proclamazione profetica.
    4. Noadia è menzionata in Neemia 6:14, ma lei era una falsa profetessa che si opponeva all’operato di Neemia mentre ricostruiva le mura di Gerusalemme.
    5. La moglie di Isaia è chiamata profetessa in Isaia 8:3 perché diede alla luce un bambino il cui nome aveva un significato profetico. Non c’è nessun accenno invece che lei abbia mai pronunciato una frase profetica.

Nel Nuovo Testamento

  1. L’uguaglianza spirituale

    Questa verità è evidente in Galati 3:28. Nel contesto del brano l’uguaglianza è collegata unicamente alla salvezza, tutto questo è evidente nei versi 13-27. Il punto di Paolo è che tutti quelli menzionati nei versi hanno uguale accesso alla salvezza in Cristo. Il brano non ha niente a che vedere con il ruolo della donna nella chiesa, né insegna che qualsiasi diversità viene eliminata tra cristiani.

    1. Avevano le stesse responsabilità come gli uomini. Ogni comandamento come ogni promessa e benedizione nel Nuovo Testamento sono stati dati sia a uomini che a donne. Tutti abbiamo le stesse risorse spirituali e le stesse responsabilità.
    2. Avevano lo stesso accesso a Gesù come gli uomini. La prima persona a cui Gesù ha rivelato di essere il Messia è stata una donna, la samaritana (Giovanni 4). Gesù guarì delle donne (Matteo 8:14-15), mostrando a loro la stessa compassione che mostrò a uomini. Egli insegnò loro (Luca 10:38-42) e permise a loro di servirlo (Luca 8:3). Alla croce, dopo che tutti gli uomini fuggirono, le donne rimasero (Matteo 27:55-56). La prima a vedere il Cristo risorto è stata una donna (Marco 16:9; Giovanni 20:11-18).
  1. Il ruolo distinto della donna

    1. Non avevano il ruolo di guide.Il Nuovo Testamento non fa menziona di nessuna donna nel ruolo di apostolo, pastore, dottore, evangelista o anziano. In nessuna parte del Nuovo testamento viene ricordato qualche sermone o studio presentato da una donna.
    2. Non avevano un ufficio profetico continuo.Alcuni vorrebbero mettere in evidenza che le figlie di Filippo profetizzarono (Atti 21:9). Però non si dice che avessero il ruolo di profeta, né vi è indicazione su quante volte hanno parlato. Può essere che abbiano profetizzato in una sola occasione. Il Nuovo Testamento ricorda altri episodi quando delle donne hanno proclamato la Parola di Dio. Maria, la madre di Gesù (Luca 1:46-55).

In I Corinzi 11:5 dice che le donne che profetizzano lo facciano con il capo coperto. Atti 2:17 parla di donne che profetizzano.

La parola greca per profezia significa: “proclamare”. Vi sono momenti e dei tempi dove donne proclamano la Parola di Dio, non so però se questo significa che possono essere identificati con il ruolo di pastore, dottore, anziano, evangelista o apostolo.

Sono associate particolarmente con lavori pratici a favore della fratellanza; l’esempio di Tabita è lampante (Atti 9:36-39) come anche la presenza di diaconesse (Romani 16:1).
Alcune Note: considerato che la donna non occupa un ruolo di “responsabile” in una comunità, è probabile pensare che non abbia nell’epoca della chiesa nascente amministrato gli ordinamenti della chiesa. E’ importante considerare, alla luce delle norme scritturali menzionate, che Dio è anche l’Iddio delle eccezioni ed è Lui il sovrano della Sua chiesa. Il profeta Gioele ricorda che Dio spande il suo Spirito su ogni carne, sia su uomini che donne ed è Lui che conosce i bisogni e le persone da usare per soddisfare particolari necessità affinché l’opera sua vada avanti. Sicuramente Dio non esiterà di usare, se fosse necessario, una donna per la salvezza delle anime.