Cosa significa nascere di nuovo

Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito
(Giovanni 3:8).

Queste son le domande che Nicodemo poneva al Signore: “Come può un uomo nascere quando è già vecchio?” E anche “come possono avvenire queste cose?”. In altre parole Nicodemo chiedeva al divino Maestro: “Come posso nascere di nuovo, come realizzare nel mio cuore le tue benedette parole, come ottenere e sperimentare la salvezza in Cristo e quindi una nuova vita?”

Ma chi era Nicodemo? Sappiamo poche cose sul suo conto, come ad esempio che era un capo religioso, un membro della “corte suprema” (il Sinedrio), un fariseo, uno dei pochi capi religiosi che credettero in Gesù.

Anche se fariseo, egli fu attratto dal carattere e dai miracoli di Cristo e aiutò perfino Giuseppe d’Arimatea a seppellire il corpo di Gesù. Possiamo pensare che quella sera dopo l’incontro con Gesù, andò via cambiato, con una visione di Dio e di se stesso completamente nuova.

Perché nascere di nuovo?

Quel che è nato dalla carne è carne” (v. 6).

Questa è ancora la domanda che molti oggi si pongono: perché per ereditare il regno di Dio bisogna nascere di nuovo? Non basta forse partecipare a funzioni religiose, riunioni, cantare inni, essere un bravo figlio di credenti, partecipare alla Scuola Domenicale, appartenere a una chiesa? Perché dunque la nuova nascita?

La Scrittura ci dice che l’opera della rigenerazione è necessaria a causa:

  • della natura peccaminosa dell’uomo (Rom. 5: 6,12; 7:14,17,18; Gen.6:5; Salmo 51:5);
  • dell’impossibilità dell’uomo di arrivare a Dio con le proprie forze (Rom.3:23): il cuore dell’uomo è irrimediabilmente malato (Marco 7:21-22) e i beni materiali non possono aiutarlo (Salmo 49:7-8, NR);
  • della sua condizione spirituale, perché davanti a Dio è “morto” nel peccato (Ef. 2:1-3,12);
  • del bisogno estremo che ha del Salvatore (Atti 5:30-31), l’uomo deve sapere “urgentemente” chi è il Salvatore per conoscerlo personalmente (Rom.10:14; Giov. 17:3).

Come possono avvenir queste cose?

Quel che è nato dallo Spirito è spirito” (v. 6)

La Parola ci viene in aiuto descrivendo la rigenera­zione come quell’aspetto della sal­vezza che ci fa diventare figli di Dio, nuove creature, introducendoci di diritto nella Sua famiglia (Giov. 1:12-13). Essa è:

  • una nuova nascita ottenuta per fede (I Giov. 5:1), che proviene dall’Alto (Giov. 3:7) di natura spirituale (Giov. 1:12-13);
  • una purificazione (Tito 3:5);
  • una nuova creazione interiore, che ci rinnova per mezzo dell’opera dello Spirito Santo (II Cor. 5:17; Gal. 6:15);
  • una vivificazione, innanzitutto nello spirito umano che era morto (Efes. 2:1,5), che comprende la cancellazione dei peccati (Col. 2:13-14) e una metamorfosi spirituale, che ci spinge ad essere sempre più simili a Cristo (Col. 3:10);
  • una resurrezione, ossia una nuova vita di grande dignità in Cristo (Efes. 2:5-6);
  • una traslazione, perché con quest’opera interiore, il Signore ci ha trasportati dalle tenebre alla luce (Col. 1:13).

La ricerca della salvezza

“Egli venne…a Gesù”.

Certamente l’incoraggiamento che proviene dalla Scrittura è quello di cercare il Signore. La ricerca di Dio è indispensabile. La Parola afferma che è per grazia che siamo stati salvati e ciò non viene da noi, ma è il dono di Dio. Questa verità non annulla però l’impegno, la disponibilità e la ricerca che ogni uomo assetato deve avere per la propria salvezza. Bisogna cercare il Signore con:

1. Una ricerca diretta

Nicodemo non andò dai discepoli, non chiese informazioni sulla salvezza alla famiglia di Gesù, non si informò con i fratelli di Lui, ma egli andò direttamente a Lui, Autore della salvezza, Sacrificio per il quale l’uomo può ottenere la salvezza.

2. Una ricerca accurata

Con un cuore libero dalle credenze pagane (Ez. 14:3), con semplicità (Marco 5:25-28), con piena fiducia (Marco 5:36), con umiltà (Mat. 8:5-8), con i giusti propositi (Mat. 9:2).

3. Una ricerca urgente

Egli venne di notte a Gesù”. Probabilmente per paura di essere scoperto dagli altri capi della sinagoga. La potenza di Dio è tale da raggiungere anche quelle persone che a noi potrebbe sembrare impossibile raggiungere. Probabilmente ci volle del tempo prima che egli prendesse la decisione di andare al Cristo, ma le sue domande erano tante, i dubbi lo assillavano, il suo cuore era in lotta e quella sera comprese l’urgenza di uscire, per svelare tutte le sue debolezze e tutti i suoi urgenti bisogni a Colui che “non spezza la canna rotta e non spegne il lucignolo fumante”.

L’annuncio della Verità

“In verità, in verità ti dico” (v. 5).

L’annuncio della Verità è indispensabile per la salvezza dell’uomo. Se desideriamo che il Signore continui a salvare, a convincere di peccato gli essere umani, a battezzare nello Spirito Santo i credenti, a spandere i Suoi doni in mezzo al Suo popolo, se vogliamo che il Signore continui a chiamare al ministerio della Parola i nostri giovani e vedere un grande risveglio nella nostra comunità, è indispensabile l’annuncio di Tutto l’evangelo.

1. Chi è la Verità

Gesù disse: “Io sono la via, la verità e la vita, nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giov. 14:6); è la Parola scritta (II Tim. 2:15; Galati 2:5,14; Col. 1:5); è lo Spirito Santo (I Giov. 4:6; 5:6; Giov. 15:26; 16:13).

Le giuste attitudini rispetto alla Verità:

a) l’ascolto della Verità (Luca 6:27; 8:18; Atti 2:14): non solo sentire, ma udire, ascoltare, porgere orecchio.

b) Il rispetto della Verità (Malachia 3:16; I Sam. 2:30): come si vede bene anche nei dieci comandamenti, nell’Antico Testamento onore e rispetto per il Signore e per la Sua Parola devono essere assoluti!

c) la disponibilità verso la Verità (Daniele 9:3; Isaia 1:19; Colossesi 4:12).

La disposizione giusta del cuore fa sì che la Parola arrivi e trovi subito un terreno pronto e ben preparato per portare molto frutto e che sia frutto sia permanente.

d) la ricezione profonda della verità: la parabola del seminatore in Matteo 13:1-23 parla del buon terreno che riceve il seme, come figura del cuore che riceve la Parola di Dio.

e) custodire la Verità, il buon deposito (Gen. 37:11; Luca 2:51; II Tim. 1:14).

2. Che cosa compie la Verità nei cuori

Quello che la Persona di Cristo, la Sua benedetta Parola e la preziosa opera dello Spirito Santo compie nei cuori dell’uomo è qualcosa di infinitamente meraviglioso, che con parole umane e con la nostra limitatezza non riusciremo mai a descrivere o a capire appieno. Ma la Bibbia ancora una volta ci viene in aiuto descrivendoci quello che la Verità riesce a compiere nei cuori degli uomini: Essa trasforma il cuore (Atti 9:1,11,17), vi pone la fede (Luca 5:26,34), libera (Galati 5:1), dona pace (Romani 5:1) e vera felicità (Giov. 4:28,29).

2. Che cosa richiede la verità?

La fede. “Affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna” (v.15). Certamente credere è una delle più belle manifestazioni della nuova nascita perciò gli apostoli dissero al Signore: aumentaci la fede (Luca 17:5).

Come il carceriere di Filippi, anche tu puoi credere in Cristo, per l’azione dello Spirito Santo e dell’Evangelo, e accogliere la verità della Parola di Dio che ti è presentata nella sua interezza.

Il Vangelo è chiaro: “Credi nel Signore Gesù e sarai salvato”. Gesù disse: “Chi crede in me, anche se muore vivrà e chiunque vive e crede in me non morirà mai.”

A Marta, sorella di Lazzaro che egli risuscitò dai morti, Gesù dichiarò: “Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?” (Atti 8:37; 16:31; 15:31).

Tuttavia, se abbiamo qualche difficoltà nell’avere fede in Gesù, ricorriamo ad alcuni suggerimenti provenienti dalla Sacra Scrittura.

1. La preghiera, diretta e personale, spontanea e a parole nostre, ci aiuta a crescere nella fede (Luca 17:5);

2. Ascoltare e meditare la Bibbia: “la fede viene dall’udire…la Parola di Dio” (Rom. 10:17);

3. La valutazione della provenienza dell’invito. Chi ci invita a credere? Dio con il Suo infinito amore (Matteo 11:28);

In che cosa dobbiamo credere?

a) Nella Sua benedetta Persona, in Cristo, nella Sua vita senza peccato, nei suoi miracoli: Egli è Dio benedetto in eterno (I Pietro 2:22; II Cor. 5:21);

b) nella Sua Opera perfetta: nella Sua morte vicaria, come “prezzo di riscatto per tutti” gli uomini, nella Sua resurrezione, nella Sua ascensione alla destra del Padre, nella sua mediazione perfetta ed unica tra Dio e gli uomini (I Pietro 3:18; Rom. 1:4; I Tim. 2:5);

c) nelle Sue preziose promesse: compreso il Suo imminente e glorioso ritorno per la Sua Chiesa (I Tess. 4:13-18);

d) alla necessità del ravvedimento: soltanto il ravvedimento e la fede nel prezioso sangue di Cristo sono indispensabili per la purificazione del peccato di chiunque lo accetta come personale salvatore (Rom.3:22-25; Efes. 2:8);

e) alla rigenerazione per opera dello Spirito Santo come opera indispensabile per la salvezza (I Pietro 1:23; Tito 3:5).

sarà d’incoraggiamento per noi la testimonianza dei discepoli del Nuovo Testamento, ma anche quella di chi è vicino a noi ed ha sperimentato il glorioso miracolo della nuova nascita (I Re 10:1,6-9).

Gioacchino Caltagirone