Cercare le cose che edificano la Chiesa

Studio biblico sulla 3′ Epistola di Giovanni

Chi è Gaio? Forse un collaboratore di Paolo (Atti 20:4)? Non lo sappiamo.

L’apostolo lo chiama carissimo, lett. amatissimo (lo stesso termine si ritrova nei vv 2,5,11); che io amo, un rafforzativo; nella verità, nella sincerità di una comunione fraterna dettata dalla verità della Parola di Dio, l’ambito in cui agiscono tutti i credenti compresi i ministri del Vangelo.

In quale chiesa era Gaio? Neanche questo sappiamo. Ammesso che il periodo sia quello dell’esilio dell’apostolo, l’isola di Patmos, appunto dove si trovava Giovanni, era vicina, di fronte, al porto di Efeso (Mileto), quindi la località potrebbe essere nell’Asia minore occidentale, visto che questa Lettera è un piccolo foglio scritto ad un suo amato e stimato collaboratore. Lo inserisce nel numero dei miei figli. (4). Forse perché convertito con la sua testimonianza.

Al v. 15 si parla di amici, quanto è gratificante che i fratelli sono anche amici.

I. GAIO

L’apostolo spera di poter visitare Gaio (v 10) se vengo. Forse cerca ospitalità per Demetrio (non sappiamo se questi sia di passaggio o se si fermerà lì per limitare l’azione di Diotrefe).

1. Di Gaio hanno parlato alcuni fratelli. (v 3).

Fratelli che parlano di altri fratelli. Come si parla di altri fratelli? Onestamente, obiettivamente, per il bene della chiesa.

  1. dicono che in te vi è la verità, la Bibbia, ma anche la lealtà, la sincerità. Gaio è di incoraggiamento per tutti i veri fedeli.
  2. Dicono che tu cammini nella verità, mettere in pratica, perseverare.

Alcuni cristiani:

  • Parlano molto ma non sempre perseverano. Il caso di Corinto, nel parlare facevano a gara ma nella pratica cristiana vi erano incoerenze (1 Corinzi 1:11,12).
  • Spesso hanno alti e bassi, alcuni sono come onde del mare che vanno e vengono e non progrediscono, non afferrano i doni, le promesse, non crescono (Giacomo 1:6-8).
  • Hanno difficoltà ad affrontare e superare le prove (Giacomo 1:12).
  • Di fronte alle tentazioni, a volte incolpano Dio (Giacomo 1:13)

Guardiamo a Gesù esempio perfetto! E ricordiamo che camminare nella verità è richiesto dai comandamenti del Signore e dimostra in pratica l’amore del credente (2 Giovanni 6).

2. Credenti che si rallegrano della stabilità dei fedeli

1) I pastori (v 4; 2 Giovanni 4) che si rallegrano per i fedeli che rimangono saldi sino alla fine (1 Corinzi 1:8-9).

2) tutti noi, per le buone opere e la buona testimonianza di chi ospita e aiuta pastori e missionari (5).

3) Anche i credenti e i pastori delle altre chiese si rallegrano quando vi è aiuto e buona testimonianza. Per grazia abbiamo ricevuto, per grazia partecipiamo ad altri.

4) farai bene, come a dire: per favore. (6). Provvedere, sostenere, provvedere provviste anche pratiche. In modo degno di Dio, generosamente secondo la generosità di Dio dimostrata in Giovanni 3:16; ma anche in modo che il Signore sia onorato e possa svolgere nella pratica, per mezzo di coloro che annunciano l’Evangelo, il suo piano di evangelizzazione.

5) Badare bene che sono partiti per amore di Cristo (7), ogni cosa del credente deve essere fatta per amore di Cristo e del Vangelo. Senza prendere niente dai non credenti, non facciamo appelli pubblici per ricevere offerte da chi non partecipa all’interesse dell’Evangelo. Tutto deve andare avanti per fede.

II. DIOTREFE (v. 9-10)

1. Come definirlo?

Potremmo pensare subito con la nostra mentalità odierna a un pastore impazzito, ma la cosa si presenta più complessa. Potrebbe essere uno degli anziani (consigliere), un missionario, un incaricato di seguire una nuova chiesa che ha cominciato a montarsi la testa e ora contrasta Gaio e l’apostolo Giovanni, e si vuole staccare da loro. Poteva essere un credente che si formava un gruppo interno, tipo profeta e sottometteva gli altri (Apocalisse 2:20-21).

Aspirava a essere primo, questo significa avere un concetto più alto di sé. Di solito si esalta altri per orgoglio allo scopo di essere poi essere innalzati, magari in un partito interno (1 Corinzi 1:10,11; 4:6).

Egli parla contro Giovanni, forse anche contro Gaio; forse proprio quelli che l’hanno incoraggiato e sostenuto all’inizio. Con parole maligne, maldicenza dovuta alla superbia. A Giovanni erano stati riferiti attacchi pubblici di Diotrefe contro l’anziano apostolo.

2. Come si comportava?

Diotrefe non riceveva i fratelli. Forse i missionari in viaggio, ministri della Parola che visitavano e incoraggiavano la chiesa. Forse invidioso di loro. Forse non ha più l’umiltà per parlare con persone come Giovanni.

Impedisce di ricevere i fratelli. Se qualcuno voleva ricevere l’apostolo Giovanni o altri fratelli come Gaio, lui lo impediva. (Probabilmente Gaio non era della stessa chiesa, come spesso si pensa).

E li caccia fuori dalla chiesa. Uno arrogante che tratta male e scoraggia i nuovi credenti, spesso scandalizza gli altri.

III. DEMETRIO (v. 12)

1. È resa buona testimonianza da tutti.

Non così si dice di Anania e Saffira che sono avari e vanagloriosi. Invece di Barnaba tutti sanno che ti aiuta, ti incoraggia, ti consola (Atti 14:22). Anche se accusato ingiustamente non reagisce (Atti 15:36-41). È generoso (Atti 4:36). Coraggioso (Atti 9:26-27).

2. Stabile.

Anche in condizioni particolari dovute a Diotrefe, rimane stabile (1 Pietro 2:12)

Un famoso commentatore inglese del secolo scorso fa un’ipotesi, e identifica Demetrio con Dema. Se fosse lui:

  1. sarebbe collaboratore di Paolo e vede Paolo che si ricrede su Marco (Colossesi 4:10). Anche Paolo a volte sbagliava. Mettiamoci sempre in discussione, tutti sbagliamo.
  2. Vede lo zelo di Epafra e il rispetto di Luca nei confronti di Paolo (Colossesi 4:12,15).
  3. Si sarebbe allontanato, preferendo i piaceri del mondo (2 Timoteo 4:10). (Non ci piace molto questa ipotesi.)

3. Imitare il bene e non il male (11).

Il credente è chiamato a essere imitatore di Dio Padre e di Cristo come risposta all’amore del quale è stato amato (Efesini 5:1,2)

1 Corinzi 16:14 tra voi si faccia ogni cosa con amore.

 

Simone Caporaletti