Ansia di stupire

Studio biblico su qual’è il giusto sentimento che devono avere i credenti, alla luce dell’insegnamento di Gesù.

UN ARTISTA di fama mondiale afferma che “non bisogna stimolare nei giovani la domanda: ‘Come si diventa famosi?’ come se fosse la cosa più importante della vita, perché ciò che vale davvero è quel che uno realizza e costruisce nella vita. L’artista dovrebbe essere semplicemente ‘non detto’, non insignito di quel valore primario che spetta invece all’opera d’arte”. Per quest’ansia di divenire famosi, i sociologi dicono che la nostra società sta passando dall’ansia di apparire a quella di stupire.

Il sentimento dei veri credenti

Noi credenti presentiamo ed esaltiamo Cristo e la sua opera di valore eterno. Tutto quel che facciamo è in memoria di lui, perché il suo sacrificio ci dona salvezza e vita. Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3:16). Abbiamo creduto nel suo amore, lo abbiamo ricevuto nel cuore, chiedendo perdono dei nostri peccati e abbiamo ricevuto gioia, pace, salvezza e certezza di vita eterna. Non possiamo più avere ansia di stupire, di essere famosi, e presentare noi stessi o le nostre opere. Noi ora, presentiamo Cristo crocifisso potenza di Dio e sapienza di Dio. Eppure, un’altra opera, che ovviamente non si può paragonare a quella, è raccontata ovunque si predica l’Evangelo. Una donna in silenzio, unge il capo e i piedi di Gesù con un olio prezioso, in vista della sua morte. Quel gesto di fede, amore e sottomissione, sarebbe stato raccontato in memoria di lei. Ella non era in vista, ma “nascosta” ai piedi di Gesù, a terra, dietro tutti, e ungeva i piedi del Maestro e glieli asciugava con i suoi capelli.

La donna non vuole apparire

Lei non desidera stupire nessuno, tuttavia tutti “sentono” la sua adorazione silenziosa, perché il profumo dell’olio riempie la casa. E Gesù la difende dagli attacchi di quanti valutano la sua adorazione come se fosse eccessiva, uno spreco. Essi erano agitati dalla loro avarizia, dai desideri di criticare, prevalere, affermarsi. Ma la donna rimane in silenzio, non possiede gli stessi atteggiamenti degli altri, perché pensa all’opera di Gesù, alla sua morte. E il Signore la difende: Ma Gesù disse: «Lasciatela stare! Perché le date noia? Ha fatto un’azione buona verso di me. Lei ha fatto ciò che poteva; ha anticipato l’unzione del mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che in tutto il mondo, dovunque sarà predicato il vangelo, anche quello che costei ha fatto sarà raccontato, in memoria di lei». (Marco 14:6-9).

Gesù considera i gesti d’amore dei suoi discepoli

Sono gesti che i veri credenti compiono in suo onore. Non per apparire o per stupire, ma solo per amore di Gesù. Egli noterà, difenderà e premierà ogni credente nato di nuovo che compie questo genere di gesti. Quando tutta la nostra opera è fatta in memoria di lui, anche Gesù si ricorderà di noi, perché Dio onora quelli che lo onorano.