2012, CRISTIANI OGGI

Atti 1:1-8

Si trovavano allora in un periodo di grandi eventi e di transizione. La morte e resurrezione di Gesù. Il passaggio da una dispensazione all’altra, dall’epoca della Legge a quella della Grazia.

I. Com’è il passaggio, il ritorno al consueto?

Allora essi tornarono a Gerusalemme… nella sala di sopra dove di consueto si trattenevano. 12,13.

I discepoli perseveravano in preghiera, erano: costanti e perseveranti, 1:14; 2:46.
Impararono allora, per quando in seguito, la sera, stanchi del lavoro, o con le faccende familiari appena sbrigate, essi non avrebbero perso l’occasione di frequentare l’adunanza, la chiesa, la riunione.

A. Pregavano.

Come affrontiamo la preghiera? Quella personale e quella comunitaria. Vi è chi è attivo, partecipa, innalza la preghiera, esercita la fede. Ma vi può essere anche chi non è attento e pensa ai fatti suoi, o addirittura chi passivo e annoiato pensa: “ma quando finisce”.

B. La necessità

Avvertivano il bisogno di frequentare le riunioni. Tanto è impellente questa necessità che c’è una richiesta specifica del Signore: non abbandonare la comune adunanza.v. 6,
E si parla anche di quelli che erano riuniti… v.6. E gli altri? Dov’erano?
Chiesero, domandarono a Gesù, v. 6, quindi parlavano con Gesù, vale a dire che pregavano. Loro parlavano a Gesù e Lui rispondeva e diceva loro cose grandi:

Egli rispose loro: «Non spetta a voi sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato alla propria autorità. Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra». vv. 7,8.

C. Il piacere

Non vi è alcun obbligo, ma la gioia, il privilegio, il piacere di fare una cosa che interessa, attrae, come frequentare la chiesa, ascoltare la Parola, adorare il Signore insieme.
A volte vediamo tra noi chi è attivo, partecipa, approfondisce, prende appunti, riguarda i versetti segnati anche a casa. Sono credenti interessati alle cose di Dio, attenti, che gustano il cibo e non lo dimenticano, anzi lo assimilano.

Purtroppo a volte vi è anche chi è passivo, distratto, con l’occhio vitreo tipico di chi pensa ad altro. Altri ancora rimuginano come bambini a tavola: “ma sbrighiamoci, quando finisce la cena? devo andare a guardare il programma TV, o a sistemare qualcosa”. Subiscono tutto ciò che è attinente alla Parola di Dio (studi, predicazioni, lezioni di Scuola Domenicale). La naturale curiosità del credente nato di nuovo che pensa: “vediamo stasera cosa mi dice il Signore” è ormai esperienza che appartiene al passato, ai primi momenti appena convertito.

Il nutrimento della Parola è piacevole.

tu sarai un buon servitore di Cristo Gesù, nutrito con le parole della fede e della buona dottrina che hai imparata. 1 Tim 4:6; 2 Tim 4:3.

D. Attenersi alla Parola.

…erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere. 2:42.

Durante la persecuzione in ogni epoca e in ogni latitudine e longitudine, la maggioranza ricorre spesso a metodi coercitivi per imporre le proprie dottrine religiose o atee alle minoranze. Mentre i discepoli non imponevano la Parola con la forza, ma la amavano e la ascoltavano con grande piacere e brama. Non avevano ancora il Nuovo Testamento eppure applicavano con passione le Scritture dell’Antico Testamento a Gesù… ogni giorno era una scoperta! Tutti i nati di nuovo si recavano ad ascoltare volontariamente e volenterosamente.

E noi? Quanto leggiamo la Bibbia. Come? Un capitolo al giorno? Due? A caso, qui e là? O in fretta, senza capire molto, magari solo per calmare la coscienza?

E. La sensazione straordinaria di aspettarsi grandi cose.

Da un momento all’altro aspettavano la realizzazione della promessa che Gesù tornerà, v. 1:11. La promessa da realizzare della pienezza dello Spirito Santo, 1:4,5. La cerciamo anche noi con zelo, ogni giorno? La sensazione di un nuovo inizio era fortissima, 1:21,22, e partiva dalla nuova nascita, Giov 20:22 (nascita della chiesa di Cristo); e continuava con il mandato di evangelizzare, Giov 20:21.

La dottrina non era ancora perfettamente neotestamentaria, v. 7 sul regno, v. 26 sulla sorte, qui c’è l’ultimo riferimento a questa usanza. Poi nel Nuovo Testamento, anche per grandi decisioni si dirà:

è parso bene allo Spirito Santo e a noi!

Ma quel che ci sorprende è la spinta forte, la potenza, con cui si viveva nell’ordinario, 13:52, e anche nello straordinario, persecuzioni (arrestano anche gli apostoli), prove (sono dispersi), lutti (muore Stefano, Giacomo).

II. Com’è l’attesa?

Atti 2:2-4

A. La constatazione.

Uno ci ha lasciato, 1:17. Prendere atto. Oltre l’aspetto emotivo che questo comportava, si pensò subito a un rimedio.

B. L’incognita.

1. C’era una promessa, 1:4. Ma che tipo di esperienza potevano immaginare, che cosa doveva succedere? E noi che invece, sappiamo cos’è il battesimo nello Spirito Santo, lo cerchiamo ancora? Fino ad essere riempiti non solo una volta ma tutti i giorni?

2. Un battesimo mai visto, 1:8; che cambierà molte cose in noi. Potevano pensare ai profeti dell’Antico Testamento quando erano investiti di Spirito Santo per compiere una determinata missione. Ma qui si trattava di qualcosa che non si era mai visto.

3. Ci renderà testimoni efficaci, sarete miei testimoni. Essi lo diventano davvero, non solo testimoniavano ma erano testimoni, 4:12,20; 5:32.

4. Aspettavano in preghiera, 1:14. Quanto tempo avrebbero aspettato? Quanto tempo vi sarebbe stato poi tra la discesa dello Spirito Santo e la venuta di Gesù. Quest’epoca di Grazia quanto sarebbe durata?

C. L’immagine

1. un evento improvviso, 2:2. Dopo 10 giorni di attesa. Essi lo spiegarono con sicurezza, secondo la Parola di Dio, 2:16,17. Erano entrati nell’ordine d’idee che Gesù era venuto secondo le Scritture, aveva vissuto secondo come descritto dalle Scritture, era morto e risorto secondo le Scritture, ora era stato esaltato alla destra del Padre secondo le Scritture, 2:30-33.

2. Un evento straordinario. Un’apparizione, 3, una sensazione, 4, si sentirono ripieni; un’evidenza, il parlare in altre lingue. Si vedeva, 8:18.

a. Come spesso avviene negli Atti, al miracolo non si dà un’enfasi particolare, si racconta spesso senza spendere molte parole e senza indugiare nei particolari. 9:18,19; 10:44-46; 19:6.

b. Ma sulla Persona che agiva, sulla sua potenza, sulla sua grazia si parlava largamente con lunghi discorsi. Questo è stato fatto nel nome di Gesù,

la fede che si ha nel suo nome gli ha dato questa perfetta guarigione, 3:16.

c. Nella prima manifestazione ufficiale della chiesa, il giorno della Pentecoste, non si presenta la chiesa, ma Cristo, il Signore risorto! Non è il caso di fare polemica quando evangelizziamo, non facciamo ancora discussioni sulla chiesa. “Noi e voi” come diceva la donna samaritana.

3. Un evento imprevisto. Il parlare in altre lingue, segno iniziale del battesimo nello Spirito Santo. Noi battezzati nello Spirito Santo parliamo in altre lingue in preghiera?

a. Non è la capacità di parlare le lingue di altri popoli per evangelizzarli. Si tratta di parlare in preghiera, a Dio, 1 Cor 14:2.

Facciamo attenzione ad usare bene commentari e Bibbie commentate. Mac Artur che è avverso ai pentecostali e al parlare in lingue, forza il testo di 1 Cor. 14:2, perché nelle note usa la stessa interpretazione che usano i TdG in Giov. 1:1. È talmente contro i pentecostali che afferma: “La locuzione ‘a Dio’ è meglio resa con ‘a un dio’: il testo gr. infatti non riporta l’articolo determinativo. Parlare una lingua incomprensibile era una forma di culto a divinità pagane”. Terribile.

b. Come a Pentecoste, può succedere che si parla una lingua comprensibile a chi ascolta, 1 Cor 13:1; 14:22.

c. Il battesimo nello Spirito Santo è esperienza successiva alla nuova nascita, si riceve sempre e comunque dopo la nuova nascita, 9:17;

In Atti 2:38 ravvedetevi va insieme con per il perdono dei peccati, come se e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, fosse una parentesi inserita dentro la frase. Tutti capivano che ci voleva ed era sufficiente il ravvedimento per il perdono dei peccati, 5:31).

d. Il battesimo nello Spirito Santo è esperienza attuale ancora oggi, 2:39. Non la ricevettero solo i 12 perché avevano un compito speciale, poi dopo di loro pochi altri, poi il miracolo si fermò. No. È per noi! Ora!

Per voi è la promessa… per quanti il Signore ne chiamerà!

III. Com’è l’avanzata? Atti 4:1-4

A. La conquista.

1. Avanzata continua

Gli apostoli sono portati in prigione ma molti credono. Molti sono impegnati nella conquista. Incoraggiavano alla fede e testimoniavano al popolo

Mentre essi parlavano al popolo, giunsero i sacerdoti, il capitano del tempio e i sadducei, indignati perché essi insegnavano al popolo e annunciavano in Gesù la risurrezione dai morti. Atti 4:1,2.

Gesù è la prova della resurrezione, ne è l’autore, la garanzia e quindi colui che produce vita nuova in noi.

Quando i capi chiesero: con quale potere, o in nome di chi avessero compiuto la guarigione, essi risposero francamente con una testimonianza chiara e aperta verso tutti.

visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato ad un uomo infermo e in qual modo egli abbia ottenuto la salute, sia noto a tutti voi (la cosa sia nota a tutti voi) e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi sano e salvo. Atti 4:9,10.

L’opera di Gesù doveva essere esaltata, ma anche la sua Persona, Atti 4:11,12:

Questo Gesù è la pietra che, scartata da voi, costruttori, è diventata pietra angolare, testata d’angolo.
In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati»

2. Conquista d’anime, 4 molti credettero

Indubbiamente la testimonianza era piena di franchezza, com’è la nostra testimonianza? Si capisce che siamo stati con Gesù? Ovunque ci troviamo?

Vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e considerando che erano senza istruzione e popolani, rimanevano stupefatti riconoscendoli per coloro che erano stati con Gesù. D: si maravigliavano, e riconoscevan bene che erano stati con Gesù.

Vedono la franchezza in noi? Un pastore diceva che nella sua nazione ormai “Molti non evangelizzano più, molti credenti non hanno più questo scopo di vita nella nostra nazione”.

La gente attorno a noi si meraviglia ancora di come Gesù ci ha cambiato?

B. Quando non conquistiamo.

1. Chi non conquista,

L’egoista, 5:1,2. Anania tenne per sé. L’emergente, 8:18,19. Simone disse: date anche a me questo potere. L’elogiato, ama essere considerato, popolare, 12:1-3 Erode Agrippa cerca ciò che era gradito ai Giudei.

2. Ai tempi di Giosuè.

Cosa succedeva se il popolo non conquistava, non avanzava? Che i nemici rimanevano sul posto. Così nella nostra vita e nel nostro cuore, non riusciamo a cacciare il nemico, il mondo, il vizio, la ruggine, il peccato, la maldicenza. Ci troviamo allora nella valle del pianto e riconosciamo che dovevamo conquistare di più. Giudici 2:1-5.

3. Perché non conquistiamo

A volte per paura della solitudine, minoranza, “sono solo”. Altre volte per paura di essere presi in giro e minimizzati. Non parli come noi, non ti ubriachi, né ti impasticchi, alle ragazze: ti vesti come una suora; ai ragazzi: sei sempre attaccato ai tuoi. Cose che fanno star male. Altre volte ancora per paura di essere differenti, che porta all’attrazione delle cose del mondo, all’apatia (inappetenza), all’annoiarsi (sempre le stesse cose), all’allontanamento (sempre chiesa, Bibbia, papà e mamma…).

C. Tornare ad avanzare e conquistare

Il savio fa conquista d’anime.

Stefano disposto a tutto pur di conquistare anime, franchezza e decisione. I discepoli pieni di gioia e di Spirito Santo, avanzavano, superando ogni difficoltà, paura e persecuzione.

  1. 8:4. Di luogo in luogo, dispersi, testimoniavano, annunciavano.
  2. 8:5 perfino in Samaria, rivale della Giudea.
  3. Il Signore aggiungeva la sua testimonianza alla loro. Ebrei 2:4; alla testimonianza di Stefano, Atti 6:9; si aggiunge quella di Gesù stesso, 9:4.
  4. Avvenuta la conquista, bisogna costruire le mura della dottrina di Cristo, 1 Tim 6:3,4; 2 Tim 1:13.

Allarghiamo la tenda, i pioli, i confini, la visione, il desiderio.