Il culto in famiglia

Dal principio della storia Dio ha voluto la comunione con l’uomo sulla base della famiglia. Adamo ed Eva dovevano avere comunione con Dio nel giardino dell’Eden. Dopo il diluvio, Noè e la sua famiglia costruirono un altare e offrirono un sacrificio di ringraziamento. Per mezzo della storia d’Israele Dio spiegò accuratamente come i genitori dovevano insegnare la Sua Legge alla generazione successiva. Nel Nuovo Testamento, i genitori cristiani vengono ammoniti a provvedere al nutrimento spirituale dei loro figli per mezzo dell’insegnamento e dell’istruzione familiare. Nell’America del periodo coloniale, l’intera famiglia gioiva della lettura quotidiana della Bibbia e della preghiera. Da allora c’è stato un graduale declino; attualmente si ritiene che soltanto il 5% di coloro che si professano cristiani conserva il culto in famiglia. Il fatto è che il culto in famiglia non è facoltativo, ma è un ordine indiretto del Signore. Questo studio mostra praticamente ai genitori l’importanza del culto in: famiglia e come effettuarlo.

L’importanza del culto in famiglia (Sal.78:1,3-7)

AI Genitori
Un Personale Arricchimento Spirituale

Gesù disse: «Non dl pane soltanto vivrà l’uomo». Tuttavia, migliaia di genitori, in famiglie cosiddette cristiane, cercano dì vivere senza un quotidiano cibo spirituale, La lettura giornaliera della Bibbia ne dà una diretta familiarità non raggiungibile in nessun altro modo. E’ veramente ricca questa famiglia i cui genitori vivono nella Parala di Dio (Col.3:15). La preghiera nella famiglia fortifica spiritualmente ciascun membro contro l’errore e il peccato. La preghiera quotidiana della famiglia invita Cristo nella casa come l’Ospite quotidiano. Essa fa sì che la conversazione si svolga su argomenti (Fil.4:8).

Armonia tra i Genitori

Qualcuno ha detto giustamente: “la famiglia che prega insieme resta unita”. Partecipando alla preghiera della famiglia, i vari componenti lottano per lo stesso scopo: una famiglia consacrata a Dio. Per mezzo della preghiera e della lettura della Bibbia ciascuno riceve coraggio, conforto e speranza per una vita in comunione con Dio e con gli altri.

Opportunità per una Istruzione Spirituale dei figli

Capita di vedere dei genitori credenti delusi da figli indifferenti e con la mente rivolta verso le cose del mondo. Alcuni genitori progrediscono verso significati più ampi della vita, lasciandosi dietro i figli. I genitori devono far progredire anche i figli; insegnano loro a fare i lavori domestici, a guadagnarsi da vivere, a capire il significato del denaro, ma bisogna dare ai figli anche il beneficio di ciò che ricevano da Dio. Deut.6:7 “li inculcherai ai tuoi figli”. Il verbo inculcare comporta un lavoro fatto con diligenza, e non sporadicamente; un lavoro costante, giorno dopo giorno. Se oggi i genitori prendessero la decisione del Salmo 78:4, insegnare ai figli la legge di Dio, il fuoco del Signore brucerebbe in molte case.

Il culto, in famiglia offre una precisa opportunità per adempiere questo comandamento.

Conoscenza della Parola di Dio.

Inculchiamo nei nostri figli la Parola di Dio per lo stesso motivo per cui un costruttore porta gli attrezzi e il materiale sul posto dove deve sorgere l’edificio: così sono già li non appena è pronto per cominciare a lavorare.

Perpetuazione della Conoscenza della Bibbia

È più probabile che i figli educati al culto in famiglia costruiscano le proprie famiglie attorno a questo. La migliore garanzia che i figli rimangano fedeli a Cristo ed edifichino una casa cristiana per proprio conto è di fare partecipare tutti, con crescente soddisfazione, al culto in famiglia.

Speranza in Dio

La più grande benedizione del culto in famiglia è che i bambini imparano dai primi anni a riporre la loro speranza in Dio; e, senza alcun dubbio, non si troveranno mai in mezzo a quella grande moltitudine di giovani confusi che vanno alla deriva, che non hanno speranza in Dio e che follemente ripongono la loro speranza nelle cose terrene soltanto per gridare dopo: “Vanità delle vanità…”

Sicurezza

Se il padre dipende manifestamente da Dio per le proprie necessità, anche i figli impareranno a dipendere da Dio. È questo il miglior modo che i genitori possono usare per dare sicurezza ai figli: aiutarli a diventare dipendenti da Dio.

Unione della Famiglia

Non soltanto il culto in famiglia unisce i genitori, ma unisce anche tutta la famiglia. Questa unione è espressa in Giosuè 24:15: «quanto a me e alla casa mia, serviremo all’Eterno». Come capo della sua casa Giosuè creò una base assicurando l’unione nel proposito di fare la volontà del Signore. Troppe famiglie oggi si dibattono spiritualmente sul terreno arido per la mancanza di un capo che faccia da portavoce. Cornelio era un uomo di preghiera che temeva Iddio « con tutta la sua casa » (Atti 10:2). Mentre pregava ebbe una visione e ricevette istruzione dì mandare a chiamare Pietro; egli ubbidì. Il versetto 24 afferma: «Or Cornelio il stava aspettando (Pietro e i servitori) e aveva chiamato i suoi parenti e i suoi intimi amici».Il carceriere di Filippi non volle servire Dio da solo (Atti 16:27-36). Egli portò Paolo e Sila a casa sua, affinché la sua famiglia potesse udire, credere e giubilare (v.32-34).

Elementi di un culto programmato (Atti 2:42)

Questo versetto dà al credente il modello per una relazione personale con Dio, sia nella famiglia che tra famiglie.“erano perseveranti nell’attendere all’insegnamento degli apostoli (seguivano le Scritture) nella comunione fraterna (in seno a una famiglia è tra famiglie),nel rompere il pane (comunione con Dio) e nelle preghiere”.

 Preghiera (Mat.21:22; At.10:4; Rom.12:12; Giac.5:16; 1 Piet.3:12).

La preghiera è un colloquio con Dio. La preghiera è per la vita spirituale ciò che il respiro è per la vita fisica: essa è necessaria per una sana vita cristiana. La preghiera deve costituire una parte naturale di ogni famiglia cristiana.

Quando si deve pregare in famiglia

In I° Tes.5:17, i cristiani vengono esortati a non cessare « mai di pregare ». Non che bisogna stare in ginocchio continuamente, oppure sedere con gli occhi chiusi in meditazione, ma bisogna stare in continua comunione con Dio per mezzo dello Spirito Santo. Vi sono molte opportunità per pregare; alcune non possono essere programmate, ma tutte sono essenziali.

Ai pasti

Chinare il capo per una breve preghiera, all’inizio di ogni pasto, è molto utile per stabilire una benedetta relazione con Dio. Gesù aveva l’abitudine di ringraziare prima di ogni pasto.

Questa è una delle prime occasioni in cui il bambino impara a partecipare alla preghiera. Ben presto chinerà il capo per dire “amen” quando il padre avrà concluso la preghiera.

Prima di addormentarsi

I genitori devono rendere piacevole ai bambini il momento di andare a letto. Un racconto, una preghiera espressa con le parole del bambino e un bacio della buona notte dato dai genitori, servono molto per dare ai figli la sicurezza di cui hanno bisogno.

Occasioni speciali

Vi è l’opportunità di pregare: nella malattia, nelle necessità, nella privazione, quando un visitatore lascia la casa. La preghiera deve venire naturale e frequente nella mente del credente le sue giornaliere esperienze familiari. Ogni credente della famiglia deve avere anche il tempo per la preghiera famigliare.

La preghiera durante il culto in famiglia

Ogni bambino merita l’eredità di genitori che pregano

Una signora disse un giorno: “Mio padre morì quando avevo nove anni; ma durante qui nove anni avevamo avuto sempre un culto in famiglia”. Il caro ricordo di mio padre che pregava per me ha inondato la mia anima di grazia e di forza in questi quarant’anni. Dio abbia pietà di quei bambini che non hanno un ricordo simile! La Preghiera in famiglia può assumere diverse forme: il padre o un altro membro può guidare la preghiera, ciascun componente della famiglia può elevare una breve preghiera o anche soltanto una frase; oppure la famiglia può chinare il capo in ed esprimere una silenziosa preghiera. Bisogna pregare per delle cose ben precise; si citino i nomi. Si preghi l’uno per l’altro, dando l’opportunità di presentare a Dio delle richieste. Si crei un’atmosfera serena, così che i bambini possano parlare dei loro problemi personali e delle loro necessità. Si preghi per le decisioni della famiglia. «Riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli appianerà i tuoi sentieri» (Pr.3:6).

La Lettura della Bibbia

La lettura della Bibbia arricchisce l’individuo e la famiglia. Essa deve avere una parte ben precisa nel culto in famiglia. Devono essere scelte delle parti della Scrittura per il beneficio di tutti, tenendo bene in mente che in parte lo scopo è quello di comunicare una effettiva conoscenza. I genitori devono spiegare le cose che i figli leggono e non riescono a capire. Si badi che la lettura della Bibbia non sia troppo lunga durante il culto in famiglia. Questo momento deve essere reso interessante in modo che tutti lo aspettino con ansia.

La Lettura di Meditazioni

Vi sono dei libri di meditazioni che i cristiani hanno ricevuto da uomini devoti e che li aiutano a comprendere meglio in pensiero di Dio e a pregare. Oggigiorno c’è la possibilità di poterne disporre di eccellenti, per cui la monotonia e la noia non sono giustificabili durante il culto in famiglia.Libri per bambini, relativi a racconti biblici, aggiungono varietà alla presentazione della Parola di Dio durante il culto. Anche i bambini più piccoli possono prendere parte alla lettura della Bibbia per mezzo di libri illustrati con personaggi biblici. Nessuna famiglia dove vi siano dei bambini deve essere sprovvista di questi strumenti per portare i piccoli a Dio.

Modo pratico di accostarsi al culto in famiglia

Partecipazione Individuale

Il culto in famiglia è per tutta la famiglia, bisogna, quindi che tutti vi partecipino. La lettura della Bibbia deve essere fatta a turno, così anche la lettura di racconti biblici. Ogni membro deve essere incoraggiato a guidare la preghiera.

 Varietà

Il culto in famiglia può essere il lume delle attività della giornata. Tutta la famiglia sarà ansiosa di trascorrere insieme questi momenti felici se essi sono il frutto di riflessione e di programmazione. E perché non cantare durante il culto? I cori e gl’inni aggiungono atmosfera. Se c’è un pianoforte o altri strumenti musicali si possono usare. Si faccia in modo di cantare un inno appropriato.

Essere Brevi

È necessario essere brevi. Lunghe ore di riunioni possono edificare gli adulti, ma per i bambini il tempo per la preghiera deve essere più breve. Il tempo da dedicare al culto in famiglia sarà determinato dalla situazione personale di ognuno. Cinque o dieci minuti possono essere altrettanto validi quanto un tempo più lungo. Il credente che non ha un culto in famiglia cominci con periodi molto brevi, per poi arrivare ad un massimo di trenta minuti ogni riunione.

Consigli

Bisogna dare ai figli l’opportunità di parlare liberamente con i genitori. Si ricordi che le loro domande indicano quali sono i loro pensieri. Rispondere alle loro domande e risolvere i loro problemi è più importante di fare tutto ciò che si è programmato.

Collegare il Culto in Famiglia con quello della Chiesa

Si cantino alcuni cori ascoltati in chiesa; si può commentare lo studi biblico che si è tenuto in chiesa o gli argomenti della scuola domenicale. Bisogna incoraggiare i figli a fare domande sulla chiesa e sul culto, affinché si sentano di farne parte.

Perseveranza

Deve esserci un inizio, e spesso è difficile. Il tempo migliore per incominciare è adesso. Il credente deve farlo con la convinzione che ciò è importante per la salute spirituale della sua famiglia; deve cominciare con la convinzione di non smettere quando il nuovo è consumato.

All’inizio, la pratica del culto può essere difficile perché è nuova. Dopo, programmi intensi o altri ostacoli cercheranno di impedirlo. Bisogna prevenirli, dando al culto in famiglia l’importanza che gli compete; molte famiglie sono naufragate proprio perché i genitori lo hanno eliminato. Non ci sarà fallimento se la perseveranza è il desiderio di tutti gli interessati. E’ necessario scegliere un periodo ben preciso della giornata e non permettere a nulla di interferire. Se questo periodo non si sceglie e non lo si osserva, ben presto non ci sarà più culto in famiglia. Se qualche familiare è assente, il culto deve essere tenuto ugualmente. Nessuno salterebbe un pasto perché qualcuno della famiglia manca. Eventuali visite non devono costituire un impedimento, ma un’opportunità!

Suggerimenti Generali

I momenti di preghiera non devono essere un pretesto per fare una predica ai figli o a qualche altro famigliare. Quando il bambino si comporta in modo sbagliato bisogna prenderlo da parte, con calma, facendogli notare il suo errore. Il culto in famiglia deve essere semplice: sono attimi di sincerità trascorsi in comunione con Dio e con gli altri familiari. Deve essere un culto naturale e libero. senza formalismo.

Il culto in famiglia non programmato

Il culto vero e proprio sarà necessariamente breve, ma lo scopo è quello di collegare il suo spirito con tutti gli aspetti della vita quotidiana, renderlo qualcosa che dura tutto il giorno e tutti i giorni.

Da Parte del Bambino

Per il bambino, il culto comincia presto. Addirittura nel primo anno di vita la madre, cantandogli degli inni per confortarlo e pregando vicino al suo lettino, può fissare dei momenti di culto che dureranno a lungo. I credenti perdono spesso l’opportunità di fare partecipare al culto il bambino, perché sottovalutano la sua capacità di comprendere. Qualcuno ha detto che il bambino apprende più teologia dai due ai sei anni che in tutto il resto della sua vita, se i genitori rispondono coscienziosamente alle sue domande.

Da Parte dei Genitori

Quell’inesprimibile soggezione, che prende un genitore mentre fissa silenziosamente un bambino nella culla, può essere un momento di gratitudine verso Dio. Si è circondati da un’atmosfera di grande responsabilità. La soddisfatta sensazione del padre che “tutto va bene” quando ritorna a casa dopo un giorno di duro lavoro, provoca uno slancio di ringraziamento e di gratitudine verso Dio. I genitori possono svolgere tutte le attività della giornata in costante comunione con Dio. Bisognerebbe avere madri con la preghiera sulle labbra mentre lavano i piatti, o che cantino inni di lode mentre rifanno il letto, oppure meditino su preziosi versetti della Scrittura mentre sbucciano le patate o lavano il pavimento bisognerebbe avere padri che preghino costantemente per il benessere spirituale de1le loro famiglia, che chiedano a Dio la saggezza quando devono prendere delle decisioni di responsabilità, e uomini che abbiano un’intima comunione col Padre celeste.

Conclusione

La Parola di Dio, in dosi giornaliere, è il migliore antidoto contro l’incredulità, la tentazione e la mondanità. Un cappellano militare osservò che i soldati che resistevano alle tentazioni; all’esterno del campo, generalmente provenivano da famiglie in cui si praticava la preghiera. La più grande scuola biblica del mondo è un padre che legge la Bibbia ai propri figli. Per dare a Dio e alla Sua Parola un potere capace di forgiare la vita dei bambino, i genitori devono fare qualcosa e farlo ogni giorno, con convinzione e presto. Se nella famiglia mancano la Bibbia e la preghiera, manca la potenza nella Chiesa. Il culto in famiglia rafforza le fondamenta della Chiesa.

 

Cesare Turco