Più Fede o Vera Fede?

State attenti a voi stessi! Se tuo fratello pecca, riprendilo; se si ravvede, poerdonalo. Se ha peccato contro di te sette volte al giorno, e sette volte torna da te e ti dice “Mi Pento”, perdonalo. Allora gli apostoli dissero al Signore: “Aumentaci la fede”. Il Signore disse: “Se avete fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo sicomoro: Sràdicati e trapiantati in mare, e vi ubbidirebbe”
Luca 17: 3-6

Una delle obiezioni più comuni che si sentono quando si presenta alle persone l’insegnamento di Gesù è: “Sarebbe bello che fosse così, ma è impossibile da realizzare. È idealistico. Non può essere messo in pratica. Siamo realisti!”. La gente “con i piedi per terra” sembra sempre criticare i cristiani bene intenzionati dicendo che le loro idee sono solo da confinare al mondo dei sogni… Quando i cristiani affermano che la potenza di Dio è capace di trasformare intere vite “senza speranza”, ciò viene spesso considerato menzogna o favola. È veramente così?

Nel nostro testo leggiamo, che Gesù stava insegnando ai Suoi discepoli riguardo al dovere di non stancarsi mai di perdonare coloro che ci hanno fatto del male e che se ne ravvedono: “Se tuo fratello ha peccato contro di te sette volte al giorno e sette volte torna da te e ti dice “mi pento”, tu perdonalo”. Certo i discepoli avevano fiducia in Gesù e non avrebbero messo in questione le Sue parole, ma dubitavano che essi stessi avrebbero potuto mai veramente mettere in pratica tutto questo. “Non abbiamo abbastanza fede per farlo”, ammettevano. In ogni caso, erano pronti a chiedere a Gesù di “aumentare la loro fede” ma possiamo intuire che essi erano ben poco disposti a perdonare chi ripetutamente “peccava” contro di loro. Già, la maggior parte delle persone è poco disposta a perdonare anche solo una volta, figuriamoci molte e per di più alla stessa persona! Saremmo disposti a perdonare qualcuno che ripetutamente e continuamente ci fa del male, per quanto gli dispiaccia di averlo fatto? Certamente anche noi avremmo bisogno di “molta fede” per poter perdonare tali persone! I discepoli di Gesù sono onesti sulla loro “fede” e chiedono a Gesù che faccia qualcosa affinché essi ne abbiano di più. Nonostante il carattere eroico di molti cristiani di quel tempo, possiamo ben supporre che non tutti fossero disposti a prendere su di sé il peso che comporta l’essere coerenti con l’insegnamento di Gesù, pensiamo alle pesanti persecuzioni, la tortura e persino la morte a causa della loro fede in Cristo. “Chi è sufficiente a queste cose?” si chiede l’apostolo Paolo. Essi sapevano di aver bisogno di “più fede”.

La risposta di Gesù, però, è stupefacente. La fede non è questione di quantità, ma di qualità. Una fede “tanto piccola” quanto un granello di senape può operare meraviglie! È a questo punto che Gesù dice: “Se aveste fede quanto un granel di senape, potreste dire a questo sicomoro: “Sradicati e trapiantati in mare”, ed esso vi ubbidirebbe”. In questo versetto Gesù usa un’iperbole, figura retorica finalizzata ad enfatizzare un concetto importante attraverso l’esagerazione. Qui Gesù dice: “Se vi affidate completamente a Dio, se confidate che Egli realizzerà tutti i Suoi propositi e le Sue promesse, se ubbidite a tutto ciò che Egli vi dice, vedrete meraviglie che umanamente la gente considererebbe impossibili, se questa è la volontà di Dio”. Ecco perché Gesù dice: “Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto… In verità, in verità vi dico che tutto ciò che domanderete al Padre nel mio nome, egli ve lo darà… chiedete e riceverete…” (Giovanni 15:7, 8; 16:23, 24).

È chiaro che Gesù non sta affermando che tutto ciò che ci può passare per la testa, anche la cosa più folle, Egli la realizzerà per noi. È necessario che siano cose coerenti con la Sua Parola e con i Suoi propositi rivelati. Noi, possiamo chiedere a Gesù solo quello che Gesù può chiedere al Padre.

È così che “la sfera del possibile” diventa più vasta di ciò che pensiamo per coloro che si affidano a Dio. Quando le persone obiettano all’insegnamento di Gesù: “Sarebbe bello che fosse così, ma è impossibile da realizzare. È idealistico. Non può essere messo in pratica. Siamo realisti!”, mostriamo loro, al contrario, che pensare, parlare e vivere come Gesù è possibile. Se “fede ed ubbidienza” rimangono le parole d’ordine per noi, il mondo vedrà meraviglie. Nella Bibbia c’è un’intera lista di persone che sono vissute per fede e che hanno realizzato cose oltre ogni immaginazione, come ce ne sono innumerevoli altre che le hanno seguite nel corso dei secoli fino a tutt’oggi.

“E che dirò di più? Infatti mi mancherebbe il tempo se volessi raccontare di Gedeone, di Barak, di Sansone, di Iefte, di Davide, di Samuele e dei profeti, i quali per fede vinsero regni, praticarono la giustizia, conseguirono le promesse, turarono le gole dei leoni, spensero la forza del fuoco, scamparono al taglio della spada, trassero forza dalla debolezza, divennero forti in guerra, misero in fuga gli eserciti stranieri. Le donne riebbero per risurrezione i loro morti altri invece furono distesi sulla ruota e martoriati, non accettando la liberazione, per ottenere una migliore risurrezione. Altri ancora subirono scherni e flagelli, e anche catene e prigionia. Furono lapidati, segati, tentati, morirono uccisi di spada, andarono in giro coperti di pelli di pecora e di capra, bisognosi, afflitti, maltrattati (il mondo non era degno di loro), erranti per deserti e monti, in spelonche e grotte della terra. Eppure tutti costoro, pur avendo avuto buona testimonianza mediante la fede, non ottennero la promessa, perché Dio aveva provveduto per noi qualcosa di meglio, affinché essi non giungessero alla perfezione senza di noi”
(Ebrei 11:32-40).

Se pensi di aver subito troppo, puoi forse paragonarti a uno questi credenti del passato? Se pensi di aver raggiunto la saturazione, di non poter più perdonare, puoi forse confrontarti con la Parola di Dio e uscirne indenne? “Se tuo fratello ha peccato contro di te sette volte al giorno e sette volte torna da te e ti dice “mi pento”, tu perdonalo”. Se credi di non potercela fare, non dire: “Signore aumentami la fede”, non si tratta di quantità di fede, ma di qualità di fede, di vera fede!

Luca Marino